Vallee Blanche: quando lavorare in montagna non è mai una routine

Di GIANCARLO COSTA ,

Vallee Blanche - La discesa dall'Aiguille du Midi (foto Laurora)
Vallee Blanche - La discesa dall'Aiguille du Midi (foto Laurora)

Inizia a collaborare con snowpassion Filippo Laurora, Guida Alpina di Champorcher, istruttore FASI per arrampicata e boulder, ma soprattutto amante della montagna nelle sue varie forme e attività, di cui ha fatto passione e ragion di vita, oltre che il suo lavoro.

“Qualcuno, al mio posto, potrebbe dire: un'altra Vallee Blanche, che noia!

Ma io no, per me questo lavoro non è ancora diventato una routine. Ogni volta che esco dall'Aiguille du Midi, sono legato a nuovi compagni che hanno nuove aspettative da me e da questa discesa, che non può essere considerata una semplice discesa con gli sci. Ogni volta entro in questo tempio fatto di storia di alpinisti e di salite mitiche e ogni volta voglio che chi sta con me percepisca quello che queste montagne rappresentano per me e per migliaia di alpinisti come me.

Immancabile una sosta alla terrazza delle Aiguille, per rendere omaggio ai giganti che ci circondano. Nel frattempo la cresta che porta sul ghiacciaio è già piena di gente bramosa di sci.

Noi restiamo ancora un attimo in contemplazione e poi partiamo; legati i miei soci e date le ultime ma doverose istruzioni, viene il momento di uscire sulla cresta e ogni volta, al primo passo, chi è legato davanti fa la stessa faccia (quella che sicuramente ho fatto anche io la prima volta) e a quel punto si diventa, tutti un po' più umili e si parte. La frequentazione rende questa discesa simile a una pista, ma non si è in pista, quindi occhi aperti e concentrati.

Non possono mancare le soste per vedere da vicino tutte quelle mitiche pareti di granito rosso e grigio e i cenni storici sulle salite leggendarie, ma è quando si oltrepassa il triangle del Tacul che i miei compagni iniziano a rendersi conto che i buchi ci sono e sono anche grossi; li vediamo lontani, ma da li dobbiamo passare.

E poi c'è la Tour Ronde, il Dente del Gigante, l'Aiguille de Rochefort, un susseguirsi di emozioni e di gobbe che ogni volta mi fanno venire in mente le gare di freestyle che vedevo in televisione da bambino.

Poi arriva il traverso per il rifugio Requin e alla ciurma inizia a salire l'appetito ma devo tenerli concentrati, ci fermeremo alla Salle a Manger, dopo l'ultimo tratto in mezzo ai buchi grossi e spettacolari. Adesso piccola, meritata, pausa. Ci rilassiamo un momento e poi si riparte per arrivare fino a Chamonix con gli sci.

Una volta al sicuro c'è la sfilata, in paese sci a spalle, e le facce sono quelle di chi ha capito, di chi per un attimo è stato nel tempio ad ammirare lo spettacolo delle terre alte.

E il mio lavoro è stato utile.”

Di Filippo Laurora (Guida Alpina – philclimb1974@gmail.com)

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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