Marcialonga: 70 km sugli sci di fondo tra la Val di Fiemme e Fassa (TN)

Di GIANCARLO COSTA ,

Marco impegnato nella Marcialonga
Marco impegnato nella Marcialonga

Di Marco Zodo

Per chi non conoscesse la Marcialonga, è una gara di 70 km di sci di fondo che attraversa due valli trentine. E’ una gara a cui ho iscritto 12 persone, con un po’ d’anticipo, il 3 aprile 2010 per la gara che si svolgeva il 30 gennaio 2011. Gli atleti che sono alla loro prima esperienza hanno i pettorali oltre il 4000, mentre per chi ha già fatto altre edizioni, ci sono numeri più bassi.

L’avventura dello SCI FONDO IVREA inizia il venerdì 28 gennaio con la partenza da Ivrea. Si attende da un anno l’evento a cui, in diverso modo, il gruppo di amici si è avvicinato , chi con intensi allenamenti e chi meno come il mio caso, ma sempre in fibrillazione per un evento da tutto da vivere. Quest’anno record di iscritti, 7200 di cui 5300 stranieri di cui la stragrande maggioranza nordici, in quanto la gara si svolge con il passo classico, quello amato dai nordici.

Per il nostro gruppo è stato un ultimo mese difficile, perché Stefano si è infortunato la spalla a Cogne durante un allenamento, microfrattura, che lo costringe ad allenamenti con la spalla che gli procura forti dolori. Fabrizio a causa un’infiammazione al tendine deve rinunciare alla gara, ma partecipa come skiman e ottimo supporto durante la gara. Marco M. che la domenica prima sempre a Cogne cade in maniera rocambolesca e si procura una forte contusione alla caviglia sinistra, insomma un bollettino di guerra che induce alla rinuncia molti fondisti dopo mesi di allenamenti. Solo Max riesce ad avere ottima costanza negli allenamenti e resta il nostro miglior alfiere , mentre Brian compera gli sci il martedì della gara senza aver mai provato la tecnica e li usa solo per la prima volta il giovedì. Per noi, che da anni pratichiamo lo sci di fondo, siamo scettici sulla sua scelta; Ciccio il quale parte con l’intenzione di provare a resistere almeno 45 km per fermarsi al traguardo della light. Piero si allena per migliorare una sua precedente edizione e Alberto, che è un biker, si avvicina allo sci agonistico dopo un paio d’anni di preparazione. Per ultimo menziono il Presidente dello sci di fondo Edgardo, il quale purtroppo non può partecipare per problemi personali e questo ci rattrista perché il suo valore umano lo si apprezza in questi momenti di unione, dove riesce a dispensare consigli utili a chiunque vista la sua esperienza nello sci. (sessant’anni che meriterebbero un capitolo a parte).

A settembre viene prenotato il nostro Garnì “Miravalle “a Someda fraz. di Moena dove una paziente proprietaria, Angela , ci ospita da diversi anni e viene incontro alle nostre esigenze di fondisti.

Il gruppo composto da atleti e famigliari arriva nell’arco della giornata di venerdì, Marco M è il primo come sempre ad arrivare accompagnato dalla sua famiglia a da suoi genitori, poi arriva il furgone con Fabrizio, Stefano , Brian e Max più tutte le attrezzature per sciolinare sono circa 15 valige di prodotti e attrezzature, indispensabili per riuscire a preparare al meglio gli sci. Tutti gli altri arrivano in ordine sparso.

La sera ci troviamo tutti e 20 per la cena dove iniziamo a ricordare gli episodi delle edizioni passate raccontando per la millesima volta gli aneddoti capitati prendendoci in giro; in fondo è un modo per creare il gruppo .

La mattina del sabato dopo una sostanziosa colazione, si provano diverse soluzioni di scioline per vedere quale usare il giorno della gara. Si scende a piedi un breve tratto e poi ci si immette nella pista per vedere come lavorano gli sci, partendo dalla discesa più insidiosa , quella che scende in Moena centro. Il sabato si deve ancora preparare la pista nel centro dei paesi che la gara attraversa e verranno chiusi la sera alle 20 per permettere ai camion di portare tonnellate di neve e creare una pista che esiste un giorno solo all’anno e che la sera di domenica non ci sarà più. Concorrenti da tutto il mondo arrivano anche per questo. La gara attraversa i seguenti paesi: Moena , Soroaga, Pozza, Vigo, Mazzin, Canazei, Mazzin, Vigo, Pozza, Soraga, Moena, Predazzo, Ziano, Cavalese, Molina, Cavalese.

Il pomeriggio abbiamo le idee chiare su cosa mettere sotto gli sci per avere un buon scorrimento (paraffine) e un’ottima tenuta (scioline).

Ci sono otto paia di sci da preparare ci dividiamo in tre gruppi di lavoro, iniziamo alle 14.45 e terminiamo esausti ma soddisfatti alle 18,45. Siamo sicuri di aver fatto un ottimo lavoro come ogni anno e ci prepariamo ad andare a cena. L’emozione e la tensione iniziano a salire e durante la cena , dove siamo in ventidue a discutere della gara; alle 23.00 stanchi andiamo a dormire.

La sveglia suona alle 04.30, ci troviamo nella sala della colazione alle 04.45 dove assonati ma eccitati ci apprestiamo ad un’abbondante colazione per l’impresa che ci attende.

La tensione si percepisce nei neofiti, i quali non sanno esattamente a quello che vanno incontro e ascoltano noi che abbiamo già avuto altre esperienze con questa gara.

Max , Stefano ed Io dopo aver fatto l’ultima rifinitura agli sci in base alla temperatura della neve usciamo dal Garnì al 06.50 per fare a piedi la strada che ci porta sulla statale ad attendere uno dei tanti pullman messi a disposizione dall’organizzazione per scendere a Moena alla partenza; gli altri avendo un pettorale più alto arrivano dopo con il nostro furgone guidato da Fabrizio che si prodiga in consigli agli atleti. Arriviamo alla partenza alle 7.40 e troviamo un formicaio di atleti di tutte le nazioni che corrono avanti e indietro, ci sono -9°C , temperatura ideale per fare la gara , neve veloce.

Max deve partire alle 8.25 terza griglia, io 8.30 quarta griglia, Stefano 8.40 sesta griglia, Marco 8.45 settima griglia , Ciccio , Piero e Alberto 9.20.

Entriamo nelle rispettive griglie che mancano ancora 25 minuti alla partenza e sembrano minuti interminabili quando resti da solo senza i compagni in mezzo ad altri 499 atleti , tutti con la sola tuta da gara in quanto l’abbigliamento è riposto in un sacco del colore della griglia che ritroveremo al traguardo dopo 70 km portato dall’organizzazione con svariati camion.

Alle 8.15 partono i campioni e poi via via inizia il serpentone di tutti gli atleti; sale l’adrenalina fino a quando aprono la mia griglia e fanno defluire gli atleti a gruppi di cinquanta persone per far evitare ingorghi dopo la partenza. C’è un dolce frastuono di migliaia di persone che incitano tutti incoraggiandoci per l’avventura appena iniziata, si entra in Moena e come per ogni attraversamento di paese è una festa di suoni colori e profumi con ristori molto generosi.

Viste le scarse condizioni di neve la pista è stata innevata artificialmente per tutto il percorso e quindi c’è una pista molto ghiacciata e tecnica nelle discese , dove avvengono numerose cadute che coinvolgono anche me 4 volte nei primi 30 km e mi prende lo sconforto per il dolore causato da alcune, ma proseguo senza pensarci, sperando che il dolore diminuisca con l’andare avanti della gara. A Pozza non riesco a gioire vedendo Bruna, Chiara, Giulia e Fabrizio che mi incitano. A Canazei dopo 18 km di lieve salita, riesco a trovare un ritmo adeguato alla mia condizione del momento e proseguo fiducioso di fare una prestazione migliore di quello che prevedevo.

Rientrando a Moena al 35 km non provo più dolore e proseguo sicuro di terminare la gara con un tempo decisamente inferiore a quello previsto di 6h20m che mi ero prefissato. Passo Predazzo con un leggero avvertimento di crisi di fame e al ristoro mi soffermo a bere e mangiare, prugne e cioccolata. Al lago di Tesero rivedo Bruna ,Giulia , Chiara e Fabrizio e li avviso di stare molto bene e faccio un sorriso, proseguo sentendo energia nuova scaturire dall’interno del mio corpo ed inizio una rimonta sugli atleti che mi avevano superato nei km precedenti e questo mi da coraggio e nuova energia per incrementare il mio ritmo sperando di avvicinare le 5h di gara. Quando scendo a Molina il mio ritmo è aumentato rispetto all’inizio ma dopo il ristoro inizio a sentire la fatica, mancano 5 km al traguardo di cui gli ultimi 2,2 in salita , quella chiamata CASCATA, che porta al traguardo percorrendo tornanti di montagna, per arrivare in centro al paese di Cavalese. Fino ai piedi della salita tengo un ritmo non elevato per paura dei crampi e quando arrivo all’ultimo ristoro prendo l’ennesimo thè, mi faccio sciolinare gli sci per affrontare la salita, ma nonostante gli sci non riesco ad avere un buon ritmo. La gioia di essere quasi arrivato, prevale su tutto ed un lungo serpente di persone che incitano tutti gli atleti, indifferentemente dalla nazione, mi spinge fino al traguardo, impiego 23 minuti per fare gli ultimi due km di salita e termino la gara in 5h 23m molto meno di quello che pensavo, ma mi interessa solo aver chiuso la gara.

Al traguardo trovo Max già cambiato con cui ci scambiamo le prime impressioni sulla gara e sulla preparazione degli sci , soddisfatti del lavoro fatto la sera prima; arrivano anche Stefano e Marco. Tutti hanno fatto la loro miglior prestazione abbassando il loro personale dalle 4h12m di Max , 5h 16m di Stefano, 5h17m di Marco, 5h19m di Piero, 5h27 di Alberto, Ciccio 7h27 m , Brian 8h10 m.

Adesso ci aspetta l’abbraccio dei cari che ci rincuora della fatica fatta . Alla sera seduti a tavola ripercorriamo la giornata tutti assieme e terminiamo la cena dopo che sono andati via tutti gli altri clienti , non vorremo che finisse mai questa giornata . Al mattino dopo colazione e ringraziando Angela per la sua disponibilità, carichiamo i bagagli e attrezzature e ci incamminiamo verso casa sapendo che tra un anno saremo di nuovo a Moena.

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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