L'amato-odiato GPS

Di DAVE ,

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In un'estate nera per l'alpinismo, ferito da decine di morti per incidente tra i suoi appassionati, si alza il dibattito intorno all'utilità della tecnologia GPS applicata alle scalate e alle escursioni ad alta quota. Se buona parte degli esperti riconosce alla diffusione di mappe e tracciati satellitari portatili un impatto altamente positivo sulla sicurezza dei turisti e degli sportivi dilettanti, alcuni volti noti suggeriscono cautela nell'individuare nei navigatori satellitari lo strumento decisivo per evitare il ripetersi del triste bollettino cui si è assistito quest'anno.

Tra chi vede il bicchiere mezzo pieno c'è Maurizio Dellantonio, presidente del soccorso alpino trentino. Pur sottolineando come telefonini, palmari e orologi dotati di dettagliatissime cartine e sensori GPS non potranno salvare l'alpinista che perde l'appiglio o l'escursionista stroncato da infarto, Dellantonio ricorda quanto una richiesta d'aiuto precisa sia in grado di accelerare gli interventi di soccorso. "Da quando ci sono apparecchi grandi come un orologio - sono le parole dell'esperto soccorritore - sono in aumento le richieste di aiuto complete di ogni informazione. Questi strumenti agevolano il nostro lavoro, vanno incoraggiati."

Il noto alpinista Reinhold Messner è invece prudente. A suo dire, c'è il rischio concreto che la moderna strumentazione, unitamente all'illusione di poter ricevere un rapido aiuto in qualsiasi momento e in qualsiasi situazione, possa fare dimenticare i propri limiti a quelli che sono poco più che alpinisti improvvisati. La paura del grande scalatore è che l'alta quota si popoli sempre più di dilettanti convinti della possibilità di sfidare le grandi altitudini senza correre alcun rischio. "Gli incidenti mortali si verificheranno sempre; - avverte - quella di poter andare in montagna in totale sicurezza è un'illusione."

Presa nel mezzo, tra quanti incoraggiano la diffusione del GPS e quelli che paventano i rischi della tecnologia, c'è la fazione di chi apprezza i progressi tecnologici, ma invita alla moderazione. Oggi, a far sentire la voce di quest'ultimo partito dalle colonne del quotidiano "La Repubblica" è stato Gino Comelli, guida alpina trentina. Il presidente dell'Aiut Alpin Dolomites ha così riassunto la propria posizione al giornale romano: "Il gps? Utilissimo, ma ognuno si preoccupi di conoscere i propri limiti, perché non sarà certo questo apparecchio a portarvi a valle se siete spossati o avete una gamba rotta".