Concatenamento canale della Forcella, canale Gounther e del “Canalun” Lourousa – Itinerario scialpinismo e snowboard-alpinismo Valle Gesso

Di GIANCARLO COSTA ,

Canale Forcella (1)
Canale Forcella (1)

Di Luca Borgoni

Ci sono vette che sono fonte di ispirazione e sogno. Possono essere viste appena svegli e da diversi punti della pianura. Le si guardano da lontano e si prova ad immaginare come sarebbe scalarle o addirittura scenderle con la tavola ai piedi. Lasciare la propria traccia perfetta come un ricamo sulla neve immacolata è motivo di grande soddisfazione e di emozioni indescrivibili. Per questo ho sognato per mesi di compiere una impresa per me ragguardevole. Effettuare una discesa con il mio snowboard dalla cima del monte Argentera, la regina delle Alpi Marittime, di cui rappresenta la massima elevazione.

Venerdì 14 aprile sono riuscito a realizzare il mio piccolo progetto insieme all’amico Davide. Mercoledì sera ci siamo confrontati telefonicamente. La mia proposta era quella di surfare il
leggendario “Canalun” Lourousa, il più bello, il più conosciuto, forse l’unico, la cui fama è nota
anche fuori dalla provincia di Cuneo; un ripido canale con 900 metri di dislivello ed una pendenza
costante a 45-50 gradi. Davide, che aveva già sciato questo pendio ben 13 volte, mi propose il
canale della Forcella, che esce in alto al colletto tra le cime Sud e Nord dell’Argentera, l’intaglio più
elevato delle Alpi Marittime (Quota 3240 m). Paragonabile al Canale di Lourousa come dislivello (900 metri), ma più impegnativo. Si distingue da quest’ultimo per la maggior varietà del percorso, per pendenze di 50-55° e per la necessità di superare una breve cascata di ghiaccio).

Conclusione?

Poiché nessuno dei due voleva retrocedere dal proprio obiettivo ho deciso di contattare i locals
per capire se era fattibile realizzare entrambe le discese in giornata. La fortuna è stata dalla nostra
parte visto che le previsioni meteo erano ottime e le condizioni della neve perfette. Siamo quindi
riusciti, in un sol colpo, a surfare il canale della Forcella dell’Argentera ed il canale Lourousa dal
colletto Coolidge, risalendo il canale Gounther (il più ripido dei tre) per collegare i due pendii.

In serata, felice di quanto vissuto, decisi di condividere le mie emozioni sui social network e solo
così mi resi conto, da alcuni commenti, di aver compiuto, una piccola impresa: il primo
concatenamento di questi tre canali in giornata.

Attenti ad associare due appassionati ed intraprendenti alpinisti di cui uno leone (Davide) e l’altro
ariete (Luca)!

Relazione

Difficoltà: AD+ / IV / 5.3 / E4 / 1500m

Partenza: Gias delle Mosche o Tetti Gaina

Accesso: dal Gias delle Mosche, si prende il sentiero sulla sinistra (segnavia N10), ben segnalato,
che si inoltra nel Vallone dell’Argentera fino al Rifugio Bozano. Da qui traversare in diagonale verso l’attacco del canale.

Materiale: utili 3 viti da ghiaccio, due picche, ramponi, corda da 60m.

Descrizione itinerario: poco dopo l’ingresso del canale superare la cascata di ghiaccio (circa
15/20m, massimo 30 a 60°), proseguire sulla sinistra verso il nevaio pensile e poi sulla destra fino
alla forcella tra la cima Sud e la cima Nord dell’Argentera (inclinazione del canale 45/50°
abbastanza costanti). Dalla Forcella proseguire per neve e rocchette fino a giungere sulla cima
Nord.

La discesa inizia dalla croce di vetta o dalla forcella a seconda dell’innevamento e prosegue con il
canale a banana nella parte alta (400m) fino ad arrivare al nevaio sospeso. Di qui, con un traverso
ripido ed esposto in leggera discesa, entrare nel canale Gunther proprio al di sopra dei salti
rocciosi sulla verticale del rifugio Bozano. Continuare la risalita nel canale che aumenta di
pendenza a 55° verso l’uscita sul colletto Gunther. A questo punto effettuare un secondo traverso
verso il colletto Coolidge percorrendo la cengia alta che proviene dalla cima nord dell’Argentera
(variante sciisticamente interessante, utile anche a risparmiare tempo, la discesa con gli sci dalla
nord dell’Argentera verso il colletto Coolidge. In questo caso si evitano la discesa del canale della
forcella e la successiva risalita del Gounther).

Giunti al colletto Coolidge inizia la seconda discesa nel canalone Lourousa in cui la prima parte,
sopra gli isolotti rocciosi è più ripida, con pendenze vicine ai 50 gradi, mentre la seconda parte ha
un’inclinazione di circa 45°. Proseguire nel conoide, verso il Lagarot di Lourousa ed infine verso le
Terme di Valdieri.

Note: è sconsigliabile l’utilizzo della corda fissa presente nei pressi della cascata di ghiaccio in
quanto legata con un nodo semplice ad un maillon.

L’itinerario presenta un notevole sviluppo in termini di dislivello (2200m) adatto, pertanto, ad
alpinisti allenati. Qualora si decida di compierlo con gli sci o con la tavola è bene accertarsi delle
condizioni del manto nevoso (il canale Lourousa viene percorso in sola discesa) che sono
raramente ottimali.

Noi abbiamo impiegato circa 11 ore. Consigliabile lasciare un’auto alle Terme di Valdieri.

Per gli amanti dei canali e dello sci ripido quella appena descritta rappresenta sicuramente
un’esperienza indimenticabile!

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

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