Tour du Rutor Extreme: seconda tappa durissima, Lenzi-Eydallin e Roux-Maude vincono e sono a un passo dal successo finale.

Di GIANCARLO COSTA ,

L'uscita del canale della Tete du Rutor
L'uscita del canale della Tete du Rutor

“La Valgrisenche a fil di cielo”, con questa frase di Silvano Gadin, speaker della manifestazione e “the Voice” dello scialpinismo, si può condensare in poche parole questa giornata di scialpinismo, spettacolare per i panorami, emozionante per i risultati e faticosa per tutti, per i 600 scialpinisti in gara e per la macchina del soccorso alpino e della tracciatura, diretta da Marco Camandona con alcuni aiutanti di spicco come Adriano Favre e Stefano Mottini, incontrati in cima al canale del Col Glacier Morion. Persino un gipeto è passato a vedere cosa succedeva in cima alla Tete du Rutor a quota 3485, dove terminava la terza e faticosa salita, dopo quelle della Gran Coussa e del Mont Arp-Vieille a quota 2963 metri, dove si toglivano i ramponi per iniziare la discesa verso Mondanges, partenza e arrivo di questa gara che con 20 km e quasi 3000 metri di dislivello a messo a dura prova tutti gli scialpinisti in gara.

Partito a tutta come ieri Manfred Reicchegger, che con Lorenzo Holzcknecht cercava di ribaltare un risultato che non lo soddisfaceva di certo. E fino alla terza salita aveva ragione lui, gli altri erano tutti dietro a soffrire. Ma nella terza salita e nella discesa finale di 1800 metri di dislivello, i suoi colleghi del Centro Sportivo Esercito Matteo Eydallin e Damiano Lenzi ribadivano la legge dei più forti e in 2h52'16" andavano a vincere anche questa tappa e mettevano una seria ipoteca alla vittoria finale che bissa quella della Pierra Menta della scorsa settimana e di questo biennio della Grande Course: chapeau! Onore delle armi (e il caso di dire) a Manfred Reichegger- Lorenzo Holzknecht secondi in 2h55'14", terzi i francesi Gachet-Favre 2h55'46", quarti i connazionali Bon Mardion-Jacquemoud in 2h56'08", quinti Davide Galizzi - Tadei Pivk in 3h00'56", sesti Gachet-Piccot in 3h03'07, settimi Filippo Beccari-Nejc Kuhar in 3h04'01”, ottavi gli ottimi Filippo Barazzuol-Nadir Maguet in 3h07'28”, noni gli svizzeri Marti-Viret e decimi i cugini di Cervinia François Cazzanelli-Stefano Stradelli in 3h17'35”.

Nella gara femminile continua il monologo di Mathys Maude e Laetitia Roux, che hanno messo in ghiaccio il successo finale, in 3h36'19". Alle loro spalle le italiane Francesca Martinelli - Laura Besseghini in 4h03'14", terze le franco-svizzere Jennifer Fiechter-Axelle Mollaret in 4h05'42", quarte Mireia Mirò Varela-Marta Riba e quinte Maneglia-Bernier.

Le dichiarazioni dei protagonisti raccolte dall'ufficio stampa:

Damiano Lenzi: «Le fatiche di Pierra Menta cominciano a farsi sentire. Anche oggi è stata dura. Fortunatamente a tre quarti di gara siamo rimasti soli al comando e al traguardo, siamo riusciti ad incrementare il vantaggio sui diretti inseguitori. Ora l’obiettivo è arrivare alla fine, per poi riposare e trovare energie residue per la Patrouille des Glaciers».

Laetitia Roux: «Bello, il Tour du Rutor è sempre molto bello, anche se le gambe cominciano a farsi sentire. Spesso mi dicono che non stiamo nemmeno facendo fatica, ma vi posso assicurare che è davvero dura. Ogni giorno è gara vera, fortuna che con Mathys c’è un ottimo feeling e, fortuna, che siamo quasi alla fine».

Marco Camandona (direttore gara): «Sapevamo che questa seconda tappa avrebbe fatto selezione e così è stato. Al traguardo ho visto visi tirati, ma anche la soddisfazione negli occhi di chi ce l’ha fatta. Ora ci resta l’ultima gara, il gran finale con arrivo a Planaval. I tracciatori sono già all’opera, tutto è pronto per chiudere in bellezza un TDR da record di numeri e livello».

In allegato le foto della seconda tappa del Tour du Rutor Extreme

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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