Team Sprint: oro olimpico per la Norvegia, Pellegrino e De Fabiani sesti

Di GIANCARLO COSTA ,

De Fabiani e Pellegrino nella Team Sprint olimpica (foto Fisi)
De Fabiani e Pellegrino nella Team Sprint olimpica (foto Fisi)

La Norvegia ha vinto la medaglia d’oro nella Team Sprint anche alle Olimpiadi di Pechino 2022. Quattro anni dopo la vittoria di PyeongChang, Erik Valnes (ottimo sostituto di Martin Sundby) ed uno straripante Johannes Klæbo hanno dominato la competizione chiudendo con il tempo di 19’22”99. Con l’oro odierno Klaebo è entrato sempre più nella storia dello sci di fondo, diventando il primo atleta di sempre a vincere due ori in due edizioni diverse dei Giochi nella team sprint. Non ha avuto chance la seppur ottima Finlandia di IIvo Niskanen e Joni Maki, a 2”46, che nel finale ha avuto la meglio sulla Russia del duo Bolshunov – Terentev, attardati di 4”29 dalla Norvegia.
L’Italia di Francesco De Fabiani e Federico Pellegrino ha tentato di salire sul podio sin dalla partenza, perdendo però contatto con i migliori nella quinta frazione, con un Pellegrino che ha tentato in ogni modo la disperata rimonta, arrendendosi sulla salita finale al sesto posto con un passivo di 25”43.

Federico Pellegrino: “Si è fatto il massimo e più di quello non c’era nelle gambe. Un sesto posto che non è una medaglia, ma non è nemmeno un decimo posto. Siamo lì, non troppo lontani, dovremo metterci a freddo ad analizzare come è stata la gara, le sensazioni, la gestione dell’ultimo periodo e capire dove ci può essere del margine di miglioramento. Anche oggi i materiali sono stati un punto fermo vincente, perché entrambi avevamo dei gran sci, quindi escludiamo quel fattore e ragioneremo sul resto. L’Olimpiade si conclude in maniera soddisfacente, praticamente la stessa di quattro anni fa con un argento nella sprint, un ottavo posto nella staffetta ed un sesto nella team sprint, anche se a PyeongChang fummo quinti ma era in tecnica libera. Tutto sommato in linea con le aspettative non nascondo che oggi vista la nostra condizione c’era l’idea di poter sognare qualcosa di più grande però questo è lo sport e non si gareggia da soli. Onore a chi c’è stato davanti: le tre medaglie, la Svezia quarta ed il Canada quinto, con due ragazzi molto giovani che han fatto bene”

Francesco De Fabiani: “E’ stata una gara a molto dura come del resto tutte qua a Zhangjiakou. Abbiamo cercato di fare il massimo. Ovviamente c’è un po’ di delusione perché la possibilità di medaglia c’era e avevamo tutte le carte in regola per arrivare anche più avanti: però quello che avevamo nelle gambe lo abbiamo dato anche se non è bastato. Siamo comunque contenti del risultato anche se dispiace perché avremmo potuto fare meglio. In generale è stata un’Olimpiade abbastanza buona con il miglior piazzamento di sempre nello skiathlon, sono anche arrivato vicino a giocarmi la medaglia per poco. Dalla 15km mi aspettavo di più però lo skiathlon è stato molto duro, arrivando al limite e credo che abbia condizionato tuto il resto. Mi rimasta nelle gambe quella stanchezza e anche oggi non m sentivo bene come prima, ma fa parte del gioco. Lo sci di fondo è uno sport duro, soprattutto qui in quota con la neve lenta e il freddo, le fatiche si sommano e alla fine vince anche chi riesce a recuperare di più risultando sempre competitivo”

In campo femminile medaglia d’oro che è andata alla Germania di Katharina Hennig e Viktoria Carl col tempo di 22’09”85, in un finale thrilling in cui Carl ha beffato negli ultimissimi metri la concorrenza. Alle loro spalle la Svezia (Maja Dahlqvist e Jonna Sundling) a 17 centesimi e la Russia (Yulia Stupak e Natalia Nepryaeva) a 71 centesimi.
Si erano fermate alle semifinali la coppia italiana formata da Caterina Ganz e Lucia Scardoni, in una batteria infernale con dentro sia la Svezia che la Russia.

Fonte Fisi

  • Snowboarder, corridore di montagna, autore per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it e bici.news. In passato collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999, collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000. Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD e MONTAGNARD FREE PRESS dal 2002 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT nel 2006. Collaboratore della rivista ALP dal 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa

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