Sylvain Saudan e Fabio Iacchini, due miti del Marinelli

Di GIANCARLO COSTA ,

Sylvain Saudan, Luciano De Crignis e Fabio Iacchini nel film sul Marinelli
Sylvain Saudan, Luciano De Crignis e Fabio Iacchini nel film sul Marinelli

Si è svolta giovedi 9 febbraio la serata dedicata allo sci estremo nella sede della Bufarola, lo sci club da sempre punto di riferimento dello scialpinismo biellese e organizzatori della storica gara Periplo del Monterosso di Oropa, con un grande protagonista di questo sport, Fabio Iacchini di Macugnaga.

Filo conduttore della serata è un film realizzato sulla storia della prima discesa in sci del Canalone Marinelli, sulla parete Est del Monte Rosa, quella che si vede bene dalla pianura Padana, fatta dallo svizzero Sylvain Saudan, un visionario dello sci estremo, che nel 1969 realizzò in modo quasi romanzesco questa prima discesa.

Il film realizzato dal regista Giampaolo Penco narra del sogno di scendere nel Canalone Marinelli dello sciatore estremo carnico Luciano De Crignis, che aveva come mito proprio Sylvain Saudan, definito grazie alle sue imprese sciistiche all’epoca prime assolute, lo “Sciatore dell’Impossibile” in un libro a lui dedicato. Nel film Luciano De Crignis e Fabio Iacchini partono alla volta di Chamonix per incontrare Sylvain Saudan e proporgli di ripetere con loro quella discesa a 30 anni di distanza. L’incontro di tre generazioni di sciatori dell’estremo, fatto di racconti roccamboleschi, come l’atterraggio dell’aeroplano che s’impantana nella neve alta perché il pilota non conosceva la zona, Saudan che si sfinisce per aiutarlo a ripartire e che inizia nel pomeriggio la discesa, le guide di Macugnaga che non credevano ai loro occhi nel veder scendere uno con gli sci dal Marinelli. Un romanzo più che un’avventura, ma Saudan dice che il suo tempo per quel tipo di sci è finito e Luciano e Fabio proveranno da soli. Le condizioni del giorno del tentativo non erano buone e la cosa slittò per anni, anni che passarono con gli infortuni dei due sciatori estremi finché nel 2009 a 40 anni di distanza dalla prima discesa, realizzarono l’impresa e con questa scena si conclude il film.

Impresa che Fabio Iacchini aveva realizzato tanti anni prima, quando a 18 anni, nel 1985, cresciuto di fronte alle Est del Rosa e nel mito di quello sciatore che aveva sceso il Marinelli quando lui aveva solo 2 anni, partì una notte in direzione del canalone, lo risalì tutto fino alla vetta della Dufour e ritornò a casa sugli sci. Quel giorno fu il passaggio del testimone tra generazioni di alpinisti che avevano salito il Marinelli e quel fenomeno svizzero, vero giramondo, anzi “skibum” dello sci che era Sylvain Saudan. Un uomo aveva percorso il Canalone Marinelli da scialpinista, cioè salendo con pelli, ramponi e piccozze e scendendo con gli sci. Lo scialpinismo-estremo aveva trovato un nuovo grande protagonista.

Un protagonista che pur essendo un fenomeno, da alpinista sulle Alpi e sugli 8000, da Guida Alpina e Istruttore, da maestro di sci, da skyrunner e da skialper agonista, ha sempre mantenuto un basso profilo, tanta sostanza e poca pubblicità. Lo conobbi tanti anni fa, durante la gara dei primi Mondiali di Skyrunning di Cervinia, io scappavo in salita e lui mi sverniciava in discesa, arrivammo quasi insieme e dal quel giorno diventammo amici. Lo vedevo alle gare di scialpinismo, dove soprattutto quando le punte degli sci erano rivolte verso valle faceva capire che cosa vuol dire fare le gare di scialpinismo, fino a vincere anche un Campionato Italiano a Tecnica Libera. Ricordo quando mi presentò un ragazzino che arriva dallo sci di fondo e che aveva appena iniziato con le pelli; quel ragazzino cresciuto con i suoi consigli ha vinto dal Mezzalama alla Pierra Menta, dalla Patrouille des Glaciers alla Coppa del Mondo, era Damiano Lenzi, anche lui della Valle Anzasca. Protagonista sulle Alpi, dalla Est del Cervino al Canalone della Solitudine sul Rosa, ha lasciato tracce di sci anche sugli 8000 metri dello Shisa Pagma.

Il Monte Rosa è la sua montagna, il Canalone Marinelli la sua discesa: Sylvain Saudan e Fabio Iacchini, due miti del Marinelli.

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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