Snowboardcross Sochi (RUS): al francese Pierre Vaultier l'oro Olimpico, sesto Luca Matteotti

Di GIANCARLO COSTA ,

Snowboardcross finale olimpica (foto francebleu.fr)
Snowboardcross finale olimpica (foto francebleu.fr)

Lo snowboardcross olimpico di Sochi purtroppo non ha sorriso alla Nazionale Italiana. Era la gara dove forse avevamo le maggiori possibilità di andare a medaglia, ma per riuscirci bisogna non solo essere capaci ad andare in tavola, ma avere anche un po' di fortuna, visto che si scende in 6 e i contatti fanno parte del gioco. Perso Emanuel Perathoner in riscaldamento per una caduta, fuori Tommaso Leoni nei quarti, in semifinale avevamo un asso, Omar Visintin, e un jolly, Luca Matteotti, da giocare. Tante le attese anche mediatiche da ieri su Omar Visintin, l'unico azzurro degli sport sulla neve in montagna della spedizione olimpica in testa alla classifica di Coppa del Mondo. Poca fortuna per lui, quando in testa alla run di semifinale, un contatto con l'austriaco Douchan l'ha fatto cadere, mettendolo fuori dalla lotta per la finale e causandogli un infortunio alla schiena-gluteo, trasportato via in barella le sue condizioni si conosceranno meglio in giornata. Da qualche capitombolo comunque Luca Matteotti pesca il jolly e accede alla finale olimpica che può valere una carriera.

In finale da subito appare evidente che la lotta per l medaglie è tra il francese Pierre Vaultier e il russo Nikolay Olyunin, dotato di una tavola velocissima sulla neve di Sochi inzuppata di pioggia. Per Matteotti un errore a metà discesa lo mette fuori dalla lotta per le medaglie e finisce 6°.

Oro dunque per il fuoriclasse francese Pierre Vaultier, che con il titolo Olimpico ha vinto tutto, Mondiali e Coppa del Mondo negli anni passati, prima di un brutto infortunio che l'ha fermato per un anno, argento al russo Nikolay Olyunin e bronzo per l'americano Alex Deibold, seguiti dal francese Paul Henry De Le Rue 4° e dal norvegese Stian Sivertzen 5°.

Queste dichiarazioni degli azzurri dopo lo snowboardcross.

Luca Matteotti, sesto: "In finale sono partito abbastanza bene, poi sono finito troppo lungo su un salto e nell'atterraggio il piede davanti mi ha ceduto. Dovevo sapere che su questa neve non bisogna fare questo errore, si è trattato di un mio sbaglio. Avrei dovuto fare un movimento di piede più rapido per tagliare il salto. E' stata una bella gara, ricca di contatti. Le cadute con questa neve sono all'ordine del giorno, chi stava in piedi arrivava in fondo e aveva più probabilità di passare il turno. Non ho pensato ad arrivare per forza a medaglia ma a dare il 100% e le possibilità c'erano. Nei prossimi giorni prevarrà la delusione, poi capirò che lo snowboard è soprattutto divertimento e ripartiremo daccapo. Sono un professionista, quando le cose vanno male bisogna andare avanti e non dare troppa importanza alle delusioni".

Tommaso Leoni: "E' stata una bella esperienza, il mio obiettivo era quello di arrivare almeno in semifinale ma non ce l'ho fatta, del resto era una gara particolarmente difficile in queste condizioni".

Emanuel Perathoner: "Questa è una pista maledetta per me. Tre cadute in pochi giorni sono tante, anche stamattina sono caduto nella run di riscaldamento e ho preso una brutta botta al costato, fatico a respirare e il dottore mi ha consigliato di non partire".

Il direttore tecnico Cesare Pisoni: "Competizione durissima sin dal primo turno, con tanti favoriti della vigilia (ndr. Alex Pullin, Nate Holland) usciti di scena subito. Ci abbiamo provato, avremmo meritato maggiore fortuna. Purtroppo Visintin è caduto in semifinale e sono convinto che in queste condizioni avrebbe potuto andare forte nella big final. Matteotti ha dimostrato di essere all'altezza dei migliori, purtroppo lui soffre queste condizioni di gara perchè è più leggerino rispetto ad altri".

Adesso tutte le speranze di andare a medaglia si concentrano sugli snowboarder dell'alpino, con le prove di Slalom Parallelo in cui speriamo che Roland Fischnaller riesca a mettersi alle spalle una stagione tribolata e ritrovi il filo vincente della passata stagione, assieme ad Aaron March dato in ottima condizione.

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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