Snowboardcross CDM a Blue Mountain (CAN): Alberto Schiavon settimo, vittoria maschile di Pierre Vaultier e femminile di Dominique Maltais

Di GIANCARLO COSTA ,

Semifinale-con-Alberto-Schiavon-(foto-FIS/Oliver-Kraus).jpg
Semifinale-con-Alberto-Schiavon-(foto-FIS/Oliver-Kraus).jpg

Le immagini di RAI Sport 1 hanno portato ieri sera nelle case degli italiani lo Snowboardcross di Coppa del Mondo dal lontano Canada, dalla stazione di Blue Mountain sulle rive del lago Ontario

Il francese Pierre Vaultier ha conquistato la vittoria nella gara maschile, precedendo in una finale combattuta, il tedesco Davide Speiser e l'americano Nick Baumgartner. Per Vaultier si tratta del secondo successo stagionale dopo quello ottenuto a Telluride nello scorso dicembre. L'Italia non è riuscita per poco a piazzare Alberto Schiavon in finale: il trentino è stato eliminato in semifinale giungendo quarto, ma vincendo la “Small Final”quella valevole dal 7° al 12° e conclude la sua avventura al settimo posto, un bel piazzamento in una stagione un po’ tribolata per lui. Luca Matteotti ha concluso ventitreesimo e acciaccato dalla spettacolare caduta nel suo quarto di finale. Emanuel Perathoner finisce ventiseiesimo e Omar Visintin trentacinquesimo.

In campo femminile, uscita di scena per infortunio agli XGames dell’americana Jacobellis, trionfa la padrona di casa Dominique Maltais, al primo successo dell'anno e quarto podio su quattro gare finora disputate in coppa. Buone notizie arrivano intanto sulle condizioni di Raffaella Brutto. L'atleta dell'Esercito, caduta nel corso delle qualificazioni sbattendo violentemente la testa, ha riportato un leggero trauma cranico ma la situazione è tenuta sotto controllo dai medici.

Visto in TV lo snowboardcross a 6 conferma la sua spettacolarità, ma l’enorme numero di cadute e qualche infortunio che per fortuna s’è rivelato meno serio del previsto, fa porre una questione di sicurezza. Dopo le polemiche della tappa svizzera di Veysonnaz, s’è replicato a Blue Mountain. Forse sarebbe il caso di valutare il ritorno delle discese a 4, con più batterie ma meno snowboarder in pista contemporaneamente, che diminuisce il rischio di contatti e di cadute.

Ordine d'arrivo SBX maschile Blue Mountain (Can):

1 VAULTIER Pierre 1987 FRA 1000.00

2 SPEISER David 1980 GER 800.00

3 BAUMGARTNER Nick 1981 USA 600.00

4 PULLIN Alex 1987 AUS 500.00

5 MARIN TARROCH Lluis 1988 AND 450.00

6 OLYUNIN Nikolay 1991 RUS 400.00

7 SCHIAVON Alberto 1978 ITA 360.00

8 SCHAD Konstantin 1987 GER 320.00

9 CHEEVER Jonathan 1985 USA 290.00

10 HOLLAND Patrick 1982 USA 260.00

19 CORDI Fabio 1988 ITA 120.00

23 MATTEOTTI Luca 1989 ITA 80.00

26 PERATHONER Emanuel 1986 ITA 50.00

35 VISINTIN Omar 1989 ITA 20.00

Ordine d'arrivo SBX femminile Blue Mountain (Can):

1 MALTAIS Dominique 1980 CAN 1000.00

2 JEKOVA Alexandra 1987 BUL 800.00

3 RICKER Maelle 1978 CAN 600.00

4 FUJIMORI Yuka 1986 JPN 500.00

5 GILLINGS Zoe 1985 GBR 450.00

6 MOENNE LOCCOZ Nelly 1990 FRA 400.00

7 HERNANDEZ Jacqueline 1992 USA 360.00

8 CHAPOTOT Claire 1990 FRA 320.00

9 FRANCON Mellie 1982 SUI 290.00

10 ANTHONIOZ Deborah 1978 FRA 260.00

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



Può interessarti