Snowboard Alpinismo: come surfisti sull'oceano, in montagna senza impianti. Storia, filosofia e attrezzatura per lo Snow-Alp

Di GIANCARLO COSTA ,

Come surfisti su un oceano di neve (Snow alp Garessio Val Tanaro)
Come surfisti su un oceano di neve (Snow alp Garessio Val Tanaro)

Per raccontare lo snowboard alpinismo iniziamo cambiando ambiente: mare, onde e surfisti. Chi non è proprio un ragazzino e ama gli sport trasversali, sia lo snowboard o lo skate o il surf, è cresciuto nel mito di film come “The Big Wesday - Un mercoledì da leoni” o “Point Break”. Il surf da onda era lo sfondo su cui era raccontata la storia di un'America e di una California meta dei sogni liberi chi voleva vivere in un modo alternativo alla consuetudine di quegli anni. Spiagge selvagge, ande gigantesche e surfisti che con la propria tavola uscivano al largo, superando le onde, per poi salire sulla propria tavola e tornare a riva scivolando abilmente tra le onde.

Ecco, se ci pensate bene il gioco dello snowboard alpinismo è la stessa cosa. Ci si arrampica in tutti i modi in cima ad una montagna, per poi scendere sullo snowboard, sfruttando ogni canale, ogni boschetto, ogni lingua di neve polverosa o crostosta, dura o marcetta, per ritornare da dove siamo partiti. In fondo anche noi facciamo parte della schiera dei “conquistatori dell'inutile”, come venne definito l'alpinismo, ma il divertimento sta proprio in questo salire e scendere le montagne con l'attrezzo di cui siamo appassionati. Chi lo fa con gli scarponi lo chiama Alpinismo, chi lo fa con gli sci Scialpinismo, chi lo fa con le scarpe da corsa Skyrunning o Trailrunning, chi lo fa con le scarpette d'arrampica freeclimbing, chi lo fa con lo snowboard lo chiama Snowboard Alpinismo o Snow-Alp.

L’attrezzatura per lo Snowboard Alpinismo

Fare snowboard alpinismo è uno dei tanti modi per viaggiare sulle montagne, per ritornare a vivere il proprio tempo libero secondo ritmi più naturali, per riassaporare con il proprio corpo sensazioni primordiali, come la fatica delle salite e l’adrenalina delle discese.

Qualcuno può obbiettare che lo snowboard non è certo il mezzo ideale per viaggiare sulle montagne, considerando lo sci come il mezzo più adatto. Però c’è anche chi non sa sciare, e sa solo andare in snowboard, oppure c’è chi non vuole rinunciare alle sensazioni che offre lo snowboard in fuoripista, semplicemente perché è più facile.

Deciso che si fa lo snowboard alpinismo, allora bisogna prepararsi. Innanzi tutto prima di scendere dalle montagne, bisogna salirci, quindi è necessario preparare un’attrezzatura adeguata.

La seguente lista elenca tutto il materiale necessario:

Snowboard

Scarponi

Attacchi

Racchette da neve

Scietti

Split-board (snowboard divisibile)

Bastoncini

Abbigliamento

Zaino

Piccozza

Ramponi

Imbrago e corda

Arva

Pala

Sonda

SNOWBOARD

Lo snowboard è l’attrezzo fondamentale per la discesa (e non solo perché con la split-board si va anche in salita). La cosa ragionevole penso sia iniziare con la propria attrezzatura. Quindi se si è già attrezzati con una tavola da freeride bene, altrimenti per le prime uscite è bene usare quella che si usa normalmente in fuoripista, per non ritrovarsi in difficoltà a causa di tutti gli assetti cambiati.

Se invece bisogna comprarsi uno snowboard, allora il consiglio più ovvio è di scegliere una buona tavola da freeride, con una punta progressiva, una sciancratura non troppo accentuata. Non deve essere troppo lunga, perché è più pesante e ingombrante da portare in salita, anche se galleggia meglio in discesa. Infine una tavola per lo snowboard alpinismo troppo lunga, non è molto maneggevole nei boschi fitti o nei canali molto stretti, tra le rocce, condizioni abbastanza frequenti in montagna.

SCARPONI

Gli scarponi sono fondamentali per camminare in montagna, per mantenere i piedi caldi e asciutti anche con basse temperature, in modo da non perdere la sensibilità quando si scende in snowboard.

Ma quali scarponi usare: soft, hard, step-in o scialpinismo?

Per i freestylers è naturale utilizzare gli scarponi soft o gli step-in (anche se gli step-ip soft hanno la suola rigida quindi si perdono i vantaggi che si hanno con i soft durante la fase di rullata del piede) normalmente usati per freestyle e freeride. Chi proviene dalle specialità alpine usa normalmente scarponi hard per surfare, che però non sono comodi per camminare. Si possono preferire gli scarponi da scialpinismo, adatti al cammino in sicurezza su ghiaccio e pietraie, poiché dotati di una suola rigida in Vibram, sui quali si possono montare i ramponi ad aggancio rapido.

Durante le prime uscite di cammino, bisogna fare attenzione al formarsi delle vesciche sui piedi, che possono causare dolore, infezioni e inabilitano la persona a camminare e surfare.

Bisogna iniziare a camminare gradatamente, mettendo i cerotti di protezione nelle parti più delicate o massaggiandole con vaselina a pasta di fissan: l’importante è che non si formino le vesciche, per non trasformare lo snowboard alpinismo in un calvario.

ATTACCHI

Gli attacchi per lo snowboard sono in funzione degli scarponi utilizzati, quindi attacchi hard per scarponi hard o da scialpinismo, attacchi soft per scarponi soft. Per gli step-in ci sono gli appositi attacchi.

RACCHETTE DA NEVE

Le racchette da neve sono il più antico attrezzo usato dall’uomo per muoversi sulla neve e sono fondamentali per lo snowboard alpinismo. Semplificano la marcia sulle montagne innevate, perché consentono sia di galleggiare sulla neve polverosa sia di salire i pendii ripidi con neve dura, seguendo la linea di massima pendenza o la diagonale. Questo è possibile se le racchette sono dotate di ramponi per la tenuta laterale e frontale e il profilo della racchetta stessa riesce a far presa nella neve. Il sistema d'aggancio della racchetta deve essere scelto in funzione del tipo di scarpone utilizzato, cioè a guscio con le cinghie per gli scarponi soft, o piastra per gli scarponi hard o da scialpinismo. Esistono anche particolari modelli di racchette con gli attacchi step-in per gli scarponi step-in.

SCI CORTI

Gli sci corti sono una soluzione artigianale per la salita, per chi usa gli scarponi da scialpinismo. Non esiste un vero e proprio prodotto in commercio, ma si possono assemblare. Sci corti di lunghezza variabile tra 100 e 130 centimetri, su cui montare un attacco da scialpinismo o anche solo il puntale. Sulla soletta si mettono le pelli di foca per la salita, che sono fisse e non devono essere tolte e messe ogni volta, come avviene nella normale attività scialpinistica. Arrivati in cima alla salita, gli sci corti sono fissati sullo zaino, mettendoli in modo trasversale non dovrebbero dare fastidio in discesa. La salita con gli sci corti segue traiettorie più simili a quelle dello scialpinismo rispetto alle racchette da neve. Ma essendo uno scietto più corto di uno sci normale, per aumentare la tenuta sui diagonali, si possono usare i rampant da scialpinismo.

Ultimamente sono apparsi degli sci corti in alluminio che si dividono in due pezzi in discesa, con l’attacco soft per il relativo scarpone.

BASTONCINI

I bastoncini servono per aiutarsi durante la salita. Questi attrezzi permettono di spingere ed equilibrarsi con le braccia, inoltre camminando con il busto eretto e le braccia larghe, si migliora la respirazione, spesso difficoltosa a causa della quota. I bastoncini telescopici si possono accorciare ed agganciare allo zaino per la discesa, inoltre si possono usare anche come sonda d’emergenza.

Un consiglio che posso dare, anche se farà storcere il naso ai puristi, è di usare i bastoncini anche in discesa, perché permettono di spingere per superare i piani e di tenersi in equilibrio in ogni situazione, per non andare giù nella neve e doversi rialzare con lo zaino carico.

SPLIT-BOARD

La split-board, o snowboard divisibile, è un sistema innovativo per lo snowboard alpinismo. Si usa un unico attrezzo sia per la salita sia per la discesa, che è sempre nei piedi, eliminando il peso supplementare che si dovrebbe portare sullo zaino. La particolarità di questo snowboard è che in salita si divide in due parti, che sono simili a due sci molto larghi, ci si applicano le pelli di foca per la trazione in salita, si girano le piastre con gli attacchi di qualunque tipo per agganciare gli scarponi, ed il gioco è fatto: ecco che lo snowboard si trasforma in un bel paio di sci per la salita. La salita con la split-board è simile a quella che s’effettua con gli sci, perciò gli snowboarder che hanno sempre e solo usato le racchette da neve per salire, devono imparare ad usare le pelli di foca, fidarsi della loro tenuta e imparare a procedere in diagonale anziché per la massima pendenza.

PICCOZZA, RAMPONI, IMBRAGO E CORDA

Quando si programma un’escursione che richiede passaggi su creste, canali con la neve dura, oppure in alta quota su ghiacciaio, la dotazione di sicurezza prevede un paio di ramponi (ormai ce ne sono di leggerissimi, dovuti all’evoluzione dell’agonismo, che quando non si è sicuri della tenuta degli scarponi, risolvono ogni problema, anche psicologico), una piccozza, e nel caso di salite su ghiacciaio, quando si è in gruppo, imbrago e corda per legarsi. Inutile dire che questa delicata fase deve essere fatta solo da persone che sanno poi effettivamente usare la corda come uno strumento di sicurezza, altrimenti tante tragedie hanno insegnato che un movimento maldestro di uno della cordata può causare l’incidente di tutti.

ABBIGLIAMENTO

“In montagna di caldo non è mai morto nessuno”: questo è un detto popolare da tenere sempre ben presente quando si fa lo snowboard alpinismo. L’abbigliamento è fondamentale quanto lo snowboard, quando si passa una giornata a salire e scendere le montagne. Non più solo segno di riconoscimento della tribù degli snowboarder, ma parte integrante dell’attrezzatura per lo snowboard alpinismo. Ormai i tessuti tecnici come micropile, gore-tex, windstopper sono patrimonio comune di tutte le ditte che producono abbigliamento sportivo per la montagna, e la “fashion” di questi capi strizza l’occhio al mondo del freeride senza distinzioni tra sci e snowboard.

Oggi il vero problema è di saper scegliere le cose giuste senza dover poi svaligiare una banca per pagare il conto.

L’abbigliamento per lo snowboard alpinismo deve essere valido in discesa come quello da freeride, cioè riparare dal freddo e dalla neve fresca, ma deve essere utilizzabile in salita. Il principio è di vestirsi a strati con abbigliamento leggero e traspirante per lo sforzo della salita, per poi cambiarsi con una maglia asciutta e indossare un piumino, un pile o una giacca per la discesa.

È sempre bene usare gli occhiali anche in salita, che riparano dal sole e dal vento, con cappellini, bandane o fasce varie per assorbire il sudore e riparare dal vento.

Le mani sono un altro punto delicato, perciò è sempre bene avere una paio di guanti leggeri per la salita e un altro che riparino dal freddo per la discesa. In questo modo comunque si ha un paio di guanti di scorta, vista la facilità con cui si possono perdere o dimenticare.

Raggiunta la vetta di una montagna, o la cima di una salita, è sempre bene cambiare la maglia che sta in contatto con la pelle e coprirsi con gli abiti asciutti: i muscoli caldi sono la miglior garanzia contro gli infortuni. Se si ha in programma di fare escursioni di più giorni, è sempre bene portarsi un cambio completo (cioè due pezzi d'ogni capo d’abbigliamento) ed il sacco a pelo, per ogni evenienza.

ZAINO

Messa insieme tutta l’attrezzatura per lo snowboard alpinismo, non avendo uno sherpa per portare il tutto, c’è bisogno di uno zaino funzionale e con le cinghie predisposte per il trasporto dello snowboard. Lo zaino deve essere delle giuste dimensioni per riuscire a contenere tutto il materiale, ma compatto in modo che non provochi sbandamenti durante la discesa. Per le escursioni di un giorno basta una capienza di 25/30 litri, mentre deve essere più grande per quelle di più giorni.

Le tasche esterne sono utili per i cibo, l’acqua, la cartina, un coltellino e tutto quello che può servire avere a portata di mano.

Lo zaino porta-snowboard dovrebbe avere la possibilità di portare la tavola sia in modo verticale sia orizzontale.

L’importante è che si riesca a compattare tutta l’attrezzatura, perché soprattutto in discesa, surfare con lo zaino carico dopo la salita, è ben diverso da surfare con gl’impianti senza nulla sulla schiena. Infatti, cambia l’equilibrio e la distribuzione dei pesi.

ARTVA, PALA, SONDA

Per un pronto autosoccorso in caso di valanga, sono indispensabili ARTVA, pala e sonda. L’ARTVA è un dispositivo che emette e riceve segnali elettronici, consentendo di identificare la posizione di una persona sotto la neve. Deve essere indossato e acceso ogni volta che si fa un’escursione di snowboard alpinismo. Nel malaugurato caso di dover cercare qualcuno travolto da una valanga, bisogna commutarlo in ricezione e partire con la ricerca. Una volta individuato il punto, iniziare a scavare velocemente con la pala, e se ci sono dei dubbi provare con la sonda ad individuare con precisione il travolto da valanga, finchè non lo si è raggiunto ed estratto. Il trio ATRVA, pala, sonda è indissolubile nel suo utilizzo. Per tutte queste operazioni è importante conoscere la teoria, ma è ancora più importante essere preparati fisicamente e psicologicamente.

Come fondamentali sono la conoscenza della montagna, della neve, dei bollettini meteo e valanghe, l’uso del buon senso, della prudenza e un po’ di fortuna.

E buon inverno a tutti!

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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