Materiali moderni per lo snowboard-alpinismo

Di GIANCARLO COSTA ,

Apertura materiali moderni per lo snowboard alpinismo, 3 attrezzi per un'unico sport
Apertura materiali moderni per lo snowboard alpinismo, 3 attrezzi per un'unico sport

Pubblichiamo un interessante articolo sull'attrezzatura per fare lo snowboard-alpinismo, scritto da Giordano De Vecchi, che oltre a essere uno “snowalper” appassionato ed evoluto, è anche ingegnere che lavora nel campo della ricerca&sviluppo di materiali sportivi. Chi da anni pratica lo snowboard-alpinismo non può che essere contento dell'interesse degli snowboarder, delle ditte produttrici e dei media verso questo sport, ma non bisogna confondere il marketing promozionale verso un attrezzo con le problematiche che poi lo snowboarder deve affrontare quando sale e scende le montagne. Da leggere con attenzione.

Materiali moderni per lo snowboard-alpinismo

Lo snowboard-alpinismo è la disciplina sportiva che ci permette di spostarci in montagna e scendere con la tavola da snowboard. Fin dalla sua nascita lo snowboard è strettamente legato all’ambiente naturale del fuoripista e i rider hanno sempre cercato i mezzi migliori per salire nel modo più efficace e scendere nel modo più soddisfacente possibile.

Per comprendere al meglio le nuove attrezzature bisogna ragionare su quali siano le proprie esigenze e trovare l’attrezzatura che permetta di minimizzare la fatica in salita senza sacrificare le prestazioni in discesa. L’economicità in salita infatti permette di risparmiare energie per la discesa, di conseguenza essere più veloci e sicuri per poter prendere in considerazione salite più lunghe e impegnative.

Gli strumenti che si usano nel 99% dei casi sono racchette da neve, sci corti e dagli anni 90 anche le splitboard.

Le racchette da neve sono lo strumento più economico e di facile approccio ma sono anche quelle che hanno le prestazioni inferiori e fanno consumare più energie. I motivi principali sono la necessità di sollevare i piedi ad ogni passo, il peso, la difficoltà in neve fresca e sui traversi mentre eccellono quando l’unica via è salire per la massima pendenza. I loro limiti le pongono un gradino dietro rispetto a sci corti e splitboard per quanto riguarda gli attrezzi evoluti per lo snowalp.

In quest’articolo splitboard e sci corti, scarponi da scialpinismo e da snowboard-alpinismo sono considerati dal punto di vista tecnico e analizzati per capire quali sono i fattori che posso ridurre lo sforzo in salita prendendo come riferimento altri sport e discipline come lo scialpinismo che ha anni di studi e investimenti per ottimizzare l’attrezzatura.

Il primo parametro da prendere in considerazione quando ci si muove in salita è il peso dell’attrezzatura e in primo luogo il peso ai piedi come dimostrano molti studi scientifici che evidenziano che avere 1 kg di peso ai piedi equivale ad averne dai 4 ai 7 kg sulla schiena. I motivi sono biomeccanici, la leva della gamba è la più lunga che si può trovare nel corpo umano, la frequenza con cui si muovono i piedi è elevata e limitare i carichi (forza peso e attriti vari) da vincere all’estremità è fondamentale, mentre i pesi sulla schiena si trovano molto vicino al baricentro del corpo e con lo zaino si possono scaricare su spalle e sul bacino.

In seguito sono riportati due esempi di configurazioni per attrezzature con splitboard o sci corti e il calcolo dei kg equivalenti tra piedi e zaino.

Configurazione con sci corti:

  • Sci leggero con attacchino e pelle: 350/500 g l’uno

  • Tavola leggera con attacco hard: 4 kg

  • Scarpone da scialpinismo: 850/1100 g

  • Peso equivalente: peso ai piedi x 5 + peso sulle spalle = 16/26,4 kg

Configurazione con splitboard e scarpone da scialpinismo:

  • Semitavola con attacchino e pelle: 1850/2000 g l’una

  • Scarpone da scialpinismo: 850/1100 g

  • Attacco per discesa: 600 g l’uno

  • Peso equivalente: peso ai piedi x 5 + peso sulle spalle = 27/32 kg

Le configurazioni scelte non prendono in considerazione la configurazione con scarpone soft perché sicuramente più pesante e con una biomeccanica del passo meno efficiente rispetto alla configurazione con scarpone da scialpinismo.

Il secondo parametro che bisogna tenere in considerazione quando si sale su pendii innevati è che le condizioni della neve sono molte e diverse tra loro, si passa da quella fresca a quella ghiacciata, attraverso tutti gli stadi intermedi. I fattori che entrano in gioco in questo caso sono lunghezza e larghezza degli attrezzi, più estesi saranno e meglio galleggeranno in neve fresca mentre più stretti e corti daranno una tenuta maggiore sui traversi ghiacciati. A questo punto bisogna scegliere cosa massimizzare, anche a seconda delle esigenze personali; se faccio sempre gite con 40 cm di fresca allora sceglierò degli attrezzi che mi daranno più galleggiamento, se affronterò la montagna con condizioni di neve “alpine”, compresa quella dura, avrò ottenuto il massimo della sicurezza utilizzando attrezzi corti e stretti che per semplici leggi fisiche hanno bisogno di un minor sforzo a livello muscolare per tenere sui traversi duri.

Uno sci corto solitamente è largo 60-70 mm al centro mentre una splitboard è mediamente larga 125-130 mm al centro, la larghezza è quindi doppia e di conseguenza le forze da impiegare per tenere l’attrezzo “in spigolo” sui traversi, questa condizione rende la progressione con la splitboard più impegnativa affaticando sia i muscoli sia la testa per la tensione della scivolata sempre dietro l’angolo a meno di avere una tecnica molto buona o indossare i rampant.

Non va dimenticato che la neve fresca si accumula sopra gli attrezzi che scegliamo e quindi anche se galleggio un po’ di più con attrezzi larghi e lunghi andrò ad aumentare il peso ai piedi consumando energie.

Non esistono studi scientifici che confrontino a livello di costo energetico affondamento e maggior peso ai piedi, un ragionamento basato sull’esperienza suggerisce che è meglio avere attrezzi leggeri e agili per muoversi anche a discapito del galleggiamento.

L’agilità di attrezzi corti e leggeri è nuovamente vincente durante le manovre di inversione e assicura la possibilità di usare le tracce già presenti sul pendio. Degli attrezzi corti e stretti danno la possibilità di risalire pendii lisci e troppo pendenti per la tenuta delle pelli facendo la spina di pesce come nella tecnica di pattinaggio del fondo.

Il terzo fattore che compone le forze in gioco quando si pratica snowalp sono le forze di attrito tra la pelle di foca e la neve. Avere grosse superfici di pelle a terra è controproducente per due ragioni, la prima è che aumenta la forza per far scivolare in avanti lo sci/splitboard senza dare grossi vantaggi di tenuta, la seconda è l’aumento di peso. Per una split di 160 cm serve una pelle con una superficie di circa tre volte superiore rispetto a uno sci da 100 cm, ciò vuole dire il triplo delle forze di attrito e del peso aggiuntivo. La situazione migliora se si usano le pelli in mohair che consentono di ridurre gli attriti e facilitare lo scorrimento.

Il quarto parametro da considerare è la facilità di fare un passo scivolato o meno. Per fare un passo scivolato è necessario avere mobilità di caviglia, per ottenere ciò sia lo scarpone che l’attacco devono essere adeguatamente progettati. Per lo snowalp esistono sostanzialmente due configurazioni possibili: scarpone e attacco soft e scarpone da scialpinismo abbinato all’attacchino. Tra le due soluzioni la seconda è quella che al momento permette una maggiore libertà di movimento per via dello snodo alla caviglia e l’assenza dello spolier posteriore dell’attacco soft, la conseguenza è un passo più lungo. C’è inoltre da considerare che una buona rigidità laterale del sistema attacco-scarpone permetta una progressione più sicura sui traversi di neve dura. Alla luce di queste considerazioni il sistema attacchino-scarpone da scialpinismo è definitivamente migliore rispetto al sistema soft.

Il quinto parametro da considerare è la comodità delle operazioni nel cambio assetto tra salita e discesa e viceversa. In questo caso la splitboard prevede tempi di transizione molto più lunghi, operazioni da eseguire sia per ricomporre la tavola per la discesa che per predisporre le semitavole per la salita. Invece una soluzione con sci corti e tavola pronti per salita e discesa permette di velocizzare le operazioni di cambio assetto, questa differenza è evidente soprattutto in condizioni climatiche e ambientali avverse. Per quanto riguarda la calzata dei ramponi è evidente che uno scarpone da scialpinismo permetta un’operazione più veloce e stabile grazie all’uso di ramponi automatici.

Il sesto parametro è di utilizzare dei bastoni con papera sul fondo che consentono una progressione più agevole e sicura rispetto alla classica rotella, ovviamente questo tipo di bastone non è accorciabile e prevede quindi di tenere i bastoni in mano anche in discesa. Secondo il proprio assetto sulla tavola, in particolare gli angoli degli attacchi, possiamo avere una posizione più o meno redditizia nell’uso dei bastoni anche in discesa senza avere impedimenti, a patto di esercitarsi all’uso dei nuovi strumenti.

Il settimo parametro è la possibilità di utilizzare tavole diverse per condizioni di neve diversa (o in mancanza di essa), esistono sul mercato numerose forme e tipi di tavola diversa che secondo le condizioni della neve ci permettono prestazioni diverse in discesa, poter cambiare tavola secondo la giornata avendo comunque uno strumento efficiente come gli sci corti in salita è una scelta che può essere decisivo nella scelta dell’attrezzatura ideale.

La splitboard è sicuramente uno strumento interessante dal punto di vista tecnologico, può essere vista come la versione “da adulti” dei robot transformer che cambiavano forma da camion a robot, rimane un compito difficile realizzare uno strumento che svolga bene sia la fase di salita sia la fase di discesa e in questo periodo sta avendo uno sviluppo notevole anche grazie a molti investimenti delle case che producono attrezzature fiutando il crescente interesse verso lo snowboard-alpinismo.

Questo è uno sguardo sicuramente dettato dal grande fermento attorno allo snowboard alpinismo e allo sviluppo che i materiali stanno avendo negli ultimi anni.

Secondo la personale esperienza maturata negli anni gli sci corti sono lo strumento ottimale per fare snowboard-alpinismo, i motivi si trovano nel connubio tra leggerezza, maneggevolezza e flessibilità di adattarsi alle condizioni più varie con grande efficienza.

Di Giordano De Vecchi

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa