E' l'ora della Patrouille des Glaciers, da Zermatt a Verbier con gli sci

Di GIANCARLO COSTA ,

Il tracciato della Patrouille des Glaciers
Il tracciato della Patrouille des Glaciers

E’ una delle gare di scialpinismo più dure ed antiche. La “Patrouille des glaciers” non è solo un titolo, ma un intero mondo a parte ed è il tipo di competizione che ogni appassionato o atleta sogna di portare a termine almeno una volta nella vita. Un paio di giorni e si parte: In Svizzera fra Zermatt, Verbier ed Arolla è tutto pronto.

Fra storia e leggenda, la PDG è oggi diventato uno degli appuntamenti biennali da non perdere nel circuito delle Grande Course: un “must” che sa mettere d’accordo il mondo dell’esercito e i semplici cittadini. Minimo comun denominatore? L’amore per lo Scialpinismo. Tutti lassù, fra i monti dove un tempo il passato ha spesso significato lottare e difendersi, mentre oggi l’unica “lotta” è quella contro se stessi, immersi in una natura predominante e bellissima. Più avanti, più in alto, ancora oltre. Fino al traguardo.

Il programma della PDG, al via quest’anno fra il 19 e il 23 aprile, è come sempre curato dall’Esercito svizzero, con il supporto di una serie di partners, incluso il Cai - Club alpino svizzero, che come membro di ISMF, Federazione internazionale di Scialpinismo, è responsabile della gestione delle gare di Skimo nel paese elvetico. “La ISMF è orgogliosa di far parte di questa avventura”, dice Lluis Lopez, Vice Presidente Sport, “La PDG fa parte del circuito ISMF Long Distance Team World Cup. Per questo dopo le gare, la cerimonia finale assegnerà i titoli della World Cup del circuito Long Distance e il titolo generale per le varie discipline di coppa del Mondo, Individual, Vertical, Sprint”, spiega Lopez.

L’origine di questa gara affonda le sue radici nella seconda guerra mondiale e nella necessità di tenere sotto controllo i confini fra i Paesi. Interrotta a lungo per un grave incidente, la sua tradizione è stata recuperata dal 1984 e, da allora, non ha mai smesso di rinnovare la sua emozione.

Le regole sono tanto semplici quanto chiare: si corre in un unico segmento, senza soste, organizzati in un team di tre persone che possono scegliere due itinerari. Da Zermatt ad Arolla, per 26 km, oppure oltre, fino a Verbier per 53 km, che rappresentano il percorso completo. Il dislivello verticale? Non è cosa da matricole perché sfiora i 4mila metri con molti tratti in pieno ambiente alpino.

“Sono molti gli atleti di vertice che vi prendono parte anche per questa edizione”, spiega Armando Mariotta, presidente di ISMF, “Ci sono Laetitia Roux, Michele Boscacci, Jennifer Fiechter, Damiano Lenzi, Martin Anthamatten, Katia Tomatis, Matteo Eydallin, Victoria Kreuzer, Séverine Pont Combe, Rémi Bonnet. Loro, i “big”, insieme agli altri per un totale di 4.710 partecipanti.”

Si deve essere esperti, ma non per questo famosi o professionisti. Questa è lo spirito della PDG, un’”etichetta” fatta di fair play e di rispetto. Ecco perchè questa gara, per quanto durissima e per nulla banale, è nel cuore di molti appassionati, anche al di fuori del mondo agonistico della Scialpinismo. Oltre a soldati ed atleti, signori e signore, la PDG è una sorta di sfida da affrontare naturalmente con adeguata preparazione. Quest’anno, per esempio, il campione di Sci alpino Marc Girardelli, cinque volte vincitore della coppa generale, si cimenterà con il suo team dal Lussemburgo. Anche un membro della Famiglia reale britannica sarà al via: Pippa Middleton, non nuova a imprese sportive e grande amante degli sport invernali, sarà della partita, insieme al suo team “made in Uk”. Più di una gara, oltre la competizione, la PDG è un vero modo di essere.

Fonte Press Office ISMF

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa



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