Allenamento per la montagna invernale

Di GIANCARLO COSTA ,

Preparazione fisica per la montagna invernale
Preparazione fisica per la montagna invernale

C'è un'aspettativa diffusa da parte dei lettori degli sport di montagna di nozioni, consigli, dati sulla preparazione fisica necessaria ad affrontare con successo e senza danni le proprie escursioni sulla montagna invernale.

C'è una bella differenza tra il fare le prime gite di alpinismo, con sci o snowboard o racchette da neve, avendo una base di preparazione fisica oppure avendo trascorso tutta l'estate da sedentari.

Chi s'improvvisa scialpinista così, facilmente tornerà a casa senza concludere l'escursione e nei giorni successivi accuserà qualche fastidio muscolare e acciacchi legati al recupero.

Il principiante che acquista per la prima volta l'attrezzatura, ascolta fiducioso i consigli veloci di qualche amico e la domenica è trascinato al battesimo della prima gita di scialpinismo (o snowboard o racchette).

Il minimo che possa capitare, se non si è già un buon sportivo, è di fermarsi a metà salita e ridiscendere con le pive nel sacco. Capita che qualcuno, dopo questo esordio traumatico, torni a casa e metta in soffitta pelli di foca o racchette da neve.

La mancanza di consapevolezza sul tipo di sforzo fisico da fare, può spegnere gli ardori di chi non è fortemente motivato. Il problema è che spesso vengono fatti tentativi senza una cognizione precisa di cosa si va a fare. Oppure non si tenta neppure, giudicando questo sforzo al di fuori delle proprie capacità fisiche.

Questo accade nonostante che la cultura in campo sportivo sia in generale progredita negli ultimi anni, ma ha il sopravvento la pigrizia, la superficialità, il ritmo soffocante della vita urbana quotidiana.

Non è vero che salire è pura fatica. Salire, con il giusto sforzo e impegno fisico, è anche un piacere, soprattutto se poi ci si diverte in discesa con sci o snowboard. Quindi diventa essenziale la base di preparazione fisica.

Qualche tempo fa, la normalità era considerata la tabella di marcia del CAI, sui 400 metri di dislivello l'ora. Compiere un dislivello di 1000 metri all'ora era considerato un exploit. Poi sono arrivate le gare di montagna, di skyrunning, di scialpinismo, e queste prestazioni ormai rientrano nella normalità.

Ormai centinaia di appassionati e atleti di questi sport sono capaci di salire con queste medie. Questo perché l'allenamento fisico di qualità è diventato un fenomeno di cultura sportiva, anche se questi sono considerati sport di nicchia.

Anche perché la velocità in montagna è da considerare uno dei principali fattori di sicurezza.

Sullo stesso argomento

  • Giornalista pubblicista dal 2004. Direttore responsabile della testata Sport Communities per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it mtbpassion.it dal 2009 al 2015. Proprietario, responsabile editoriale e autore di outdoorpassion.it, runningpassion.it, snowpassion.it, bici.tv dal 2016. Collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999 per la realizzazione di articoli sul backcountry, cioè snowboard­alpinismo. Collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000 per realizzazione di articoli sul backcountry Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD dal 2002, Giornalista Pubblicista dal 2004 Autore, Responsabile Tecnico e Proprietario della rivista MONTAGNARD FREE PRESS dal 2004 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT (DOGMA srl) nel 2006. Collaboratore della rivista ALP da 2007 al 2010. Collaboratore del sito www.snowboardplanet.it nel 2007. Facebook: Giancarlo Costa